Questa performance si è svolta a Ventimiglia, zona di frontiera dove i migranti che tentano di entrare in Francia vengono regolarmente respinti in Italia. Mentre i viaggiatori bianchi proseguono liberamente, le persone nere vengono fatte scendere dai treni, identificate e spesso deportate in centri di detenzione nel sud del Paese.
L’artista ha coinvolto cantanti e cori di origini diverse, invitandoli a eseguire brani tradizionali o originali, creando un dialogo tra patrimoni differenti. La performance ha messo in luce al tempo stesso unione e divisione: i cantanti bianchi si muovevano liberamente nella stazione, mentre quelli neri erano confinati nella sala d’attesa, rispecchiando le reali dinamiche di frontiera.
L’azione si è sviluppata attraverso movimenti e canti nello spazio della stazione, fino a rivelare messaggi contenuti in buste. Il contrasto tra le esperienze ha evidenziato la mobilità razzializzata e la frattura imposta dai confini. Nonostante la tensione, l’evento si è concluso con un momento collettivo di musica e danza condivisa.
Organizzazione e curatela: Maria Paola Rottino associazione Popoli in Arte.
Performers: Alberto Incarbona, Muhammed Sisaur, Cathy Munos, Christian Regolo, Elisa Nesta, Françoise Nave, Lucia Borro, M-Françoise Payet, Romaine D’Halluin, Philippe Saint-Araille, Séverin Foppolo, Thibaud Duffey, Véro Courty, Gibi, Lei Garcia, Mario Molinari, Giacomo Perotto, Giuliano
Antonio Gatto, Laura Ferrari, Giovanni Molinari, Luciana Lamberti, Miranda Ngoibijack, Mamadou Telly, Abou Denton, Amadou Jallow, Ebrima Fofana
Fotografia : Saverio Chiappalone
Video: Claudia Gandolfo, Matteo Bonaccorso, David Bernando
Si ringrazia Centostazioni SpA



















