In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l’artista ha organizzato un’azione simbolica sul confine italo-francese, invitando attivisti provenienti da entrambi i Paesi a formare una catena umana attorno alla linea di frontiera, emblema di divisione e paura.
L’intervento nasce dall’urgenza di rispondere alle ripetute violazioni dei diritti umani e agli episodi di razzismo che l’artista osserva quotidianamente in questo luogo. Circondando fisicamente il confine, i partecipanti hanno trasformato quel limite in un nuovo simbolo: una soglia riattraversata, nella quale il gesto collettivo diventa dichiarazione di unità e solidarietà oltre ogni barriera.
Nonostante i tentativi delle autorità italiane e francesi di ostacolare la performance, l’azione si è compiuta con successo, affermando la forza della presenza umana e la resistenza pacifica di fronte alla separazione.
Un atto semplice e potente, che trasforma lo spazio geopolitico in spazio relazionale.



















