Plancton è una performance immersiva che invita il pubblico a percepire il proprio corpo come un organismo fluido, attraversato da energie e pensieri in continua trasformazione.
L’esperienza si sviluppa come un viaggio immaginifico nelle profondità di un “mare cosmico”: una breve narrazione audio guida i partecipanti in un’immersione simbolica, spingendoli a interrogarsi su ciò che elettrifica il loro flusso interiore.
Riemersi da questo percorso, i visitatori sono invitati a scrivere una risposta a una domanda intima. Le parole raccolte si trasformano poi in segnali luminosi proiettati nel cielo notturno in codice Morse, grazie a un puntatore astronomico: un gesto poetico che riconnette interiorità e cosmo.
Presentata nell’ambito dell’evento Transponder, curato da ArtQ3, la performance è dedicata al padre dell’artista, ex radiotelegrafista della Marina, in occasione del suo settantesimo compleanno.



















